Tutti salvi con il tastino ‘blocca utente’

Eccoci qua. Finalmente si parte. E visto che mamma m’ha insegnato le buone maniere, iniziamo con le presentazioni e con i saluti. Ciao a tutti, mi chiamo Chiara, sono un’autrice televisiva e proverò a scrivere in questo posto meraviglioso pieno di donne fighissime, sperando di essere all’altezza.

Ok. Premesso che più che un incipit sembra l’inizio di una seduta di alcolisti anonimi, vediamo di capire quale sarà l’argomento di questo primo post. Ci ho pensato molto ma le idee erano forse troppe (o troppo poche?) ed alla fine ecco che mi viene in mente l’uovo di Colombo: visto che la padrona di casa mi ha descritta come l’elemento “social” del gruppo, proverò a fare un punto della situazione su cosa mi piace e non mi piace (e qui potrebbe scattare, lecitamente, anche l’esclamazione “…E al popolo?”) di quello che vedo intorno a me quando, a qualsiasi ora del giorno e della notte, spulcio Facebook, Twitter e Instagram in modo, a volte, compulsivo.

Innanzitutto c’è una cosa che mi spaventa profondamente: la rabbia e la negatività. Dove ti giri ti giri, è tutto un pullulare di lamentele, di critiche (anche pesanti), di giudizi tranchant su qualsiasi argomento. E quando dico “qualsiasi” non lo faccio a caso: durante i mondiali di calcio si dice spesso che gli italiani si trasformino in 60 milioni di commissari tecnici, pronti a mettere bocca sulle questioni calcistiche. Il fatto poi che nella loro vita abbiano a malapena maneggiato un Super Tele sulla spiaggia, diventa di secondaria importanza.

Ecco, ultimamente i social si sono trasformati in un coacervo di opinion leader pronti a sparare sentenze sia che si parli della condotta di dubbio gusto del marito della Mussolini sia che il trend topic sia l’affaire del concerto di Riccardo Fogli in Crimea. Il che, per carità, non sarebbe neanche un problema se non fosse che, non appena provi a contraddire educatamente il depositario del verbo divino che ha iniziato la discussione, ti ritrovi marchiato a fuoco con l’epiteto di polemico cucito addosso che in confronto la lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne era roba da pivelli.

La cosa peggiore poi è quando, sempre con l’educazione di cui sopra, esprimi sulla tua bacheca (e quindi “in casa” tua) un pensiero morigerato, non aggressivo e ponderato specificando che si tratta semplicemente della tua opinione e che, quindi, non hai intenzione di partire per le crociate per fare in modo che l’Italia tutta si allinei al tuo pensiero. Ecco, in quel caso (#staisereno) arriverà sempre quello che ti sfiancherà con ore di dibattito (poco gliene frega se tu stai lavorando o ti stai facendo la ceretta) per convincerti che stai dicendo una cazzata abnorme ma soprattutto, lo farà aggredendoti verbalmente neanche avessi provato a rubargli la macchina aprendogli lo sportello con un piede di porco.

Molti anni fa, quando ero ancora una pivella di Facebook, mi azzardai, in un momento di commozione, ad esprimere una frase di comprensione nei confronti di Beppino Englaro, papà di Eluana la cui vicenda è tristemente nota a tutti. Lo feci, visto l’argomento, in punta di piedi, provando a capire il dolore di quell’uomo e la straziante difficoltà delle sue decisioni, senza però schierarmi. Beh, dopo pochi minuti spuntò fuori un mio vecchio compagno del liceo (ah! I danni del ritrovarsi a tutti i costi!) che non vedevo dal ’92, che mi diede, senza manco troppi convenevoli, dell’assassina. Provai a replicare spiegando i motivi che mi avevano mossa a un tale post ma più parlavo, più venivo paragonata ai più grandi criminali della storia dell’umanità, roba da far impallidire Hitler. Fu allora che utilizzai quell’utilissima funzione conosciuta ai più come “blocca utente”, un tastino semplice da usare ma così efficace che Mark Zuckerberg meriterebbe almeno una pacca sulla spalla.

Da quel momento decisi che non avrei mai più parlato di politica o di questioni etiche ma neanche dell’eterna rivalità fra Roma e Lazio (che, come è noto, smuove sentimenti nettamente più beceri della politica) ma avrei utilizzato i social per raccontare solo quello che mi appassionava tralasciando, neanche troppo distrattamente, tutto quello che mi faceva orrore visto che tanto c’erano gli altri che lo facevano benissimo al posto mio. Naturalmente neanche questa mia presa di posizione è stata gradita (ma tanto si sa: come fai, sbagli) e da quel giorno sono diventata quella “buonista”. C’è anche chi, con grande fantasia, mi ha “bollata” come la versione femminile di Vincenzo Mollica (che, vojo dì… magari!) senza capire che l’oblio è la peggior punizione per chi non ti suscita emozioni o non crea bellezza (quanto ce piace sta parola ultimamente!) e, tra l’altro, è nettamente più faticoso criticare che tessere lodi.

Quindi eccomi qui. Come dicono quelli che sanno le lingue, “what you see is what you get”. Niente trucchi siòre e siòri! Sono banalmente una “pane al pane e vino al vino” come diceva mia nonna. Proverò a non annoiarvi con troppi salamelecchi nei prossimi post ma se, malauguratamente, dovesse accadere siate buoni: non potete immaginare quanto sia incredibilmente più facile.

Chiara

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5 risposte a “Tutti salvi con il tastino ‘blocca utente’”

  1. Barbara TreTopini

    Condivido in toto i tuoi pensieri 🙂

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  2. Vianella

    Quanto è vero quello che dici !!! Anche se amo il social …. Ogni tanto mi dissocial …..ahaha ma quel tastino meraviglioso è a volte impossibile utilizzarlo quando ad attaccarti non sono persone conosciute o meno , ma clienti del tuo lavoro che prima ti chiedono l’amicizia , e tu …… Sei obbligata ad accettare in quanto sembreresti scortesissima a non farlo … Poi non sei più libera di scrivere quello che vuoi……. È un mondo difficile diceva mia nonna …… E non sa quanto lo sia ora che lei manca da 20 anni !!! Buona giornata

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  3. Mariadora

    Fantastica! Mi hai fatto troppo divertire… Una descrizione degli italiani social ma anche non (al bar o dal parrucchiere si sentono certi ricamini su tutto!!) più azzeccata di questa non poteva esserci! Il tastino “blocca utente” non l’ho ancora usato su persone conosciute quindi questo senso di liberazione non l’ho ancora provato fino in fondo ma prima o poi arriverà, me lo sento! 🙂 Ho adottato anch’io la tecnica di scrivere/commentare poco e niente e se lo faccio è in positivo per evitare che “mi attacchino i mostri” (come si dice a Roma) o, più semplicemente, mi limito a mettere un “mi piace” o a commentare con battute per restare sul “light”ma molte volte servirebbe anche il tastino “mi dispiace” o “non mi piace” che il buon Mark si guarda bene dal mettere visto che potrebbe essere fonte di guerre intestine!!
    Per rimanere in tema, vogliamo parlare anche delle persone “tuttologhe” che ne hanno sempre una più di te da dire o raccontare su qualsiasi argomento?!? Purtroppo il tastino “blocca utente” lo trovi solo sui social e diventa problematico quando te le trovi tutti i giorni accanto… Io per ora adotto queste tecniche: 1) se sto in macchina, faccio finta di dormire… ok, spesso dormo proprio! 🙂 2) in ufficio, uso le cuffiette (a volte, anche solo facendo finta di ascoltare la musica) 3) faccio Alice nel paese delle meraviglie, sempre sbadata che non ascolta mai le chiacchiere!
    Qualche altro suggerimento?! Grazie! Ciaooo

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  4. Chiara Di Giambattista

    @Barbara Tre Topini: Menomale!!! Mi sento meno sola!!! 😉

    @ Vianella: anche io ho qualche problema con i contatti di lavoro. Diciamo che li accetto “sulla fiducia”. Salvo poi, però, utilizzare il tastino magico nel momento in cui mi accorgo che invece del dito, si sono presi tutto il braccio 😉 E’ un (social) mondo difficile!!! Buona giornata a te!!

    @ Mariadora: intanto grazie per i complimenti! 🙂 Poi ti consiglio, quanto prima, di toglierti “lo sfizio” di cliccare su quel bel tastino: vedrai che, da subito arriveranno i benefici effetti. Primo fra tutti una sensazione di “leggerezza” mai provata prima! Altri suggerimenti contro i tuttologhi non ne ho anche se, forse, la cosa che li disturba di più è il fatto di essere totalmente ignorati: loro che ad ogni post cercano la provocazione tout-court, diventano blu quando nessuno controbatte iniziando una discussione dove, solitamente, vincono perchè ti prendono per sfinimento. E’ la controindicazione dei social network, però è anche uno strumento che, se preso “cum grano salis”, ti permette di scoprire interessanti sfumature nascoste delle persone che ci stanno intorno. A presto!! 🙂

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    • Mariadora

      Prego! 🙂 Non appena lo userò ti farò sapere le mie sensazioni… Per i tuttologhi, hai ragione, l’indifferenza è la miglior arma, vediamo se riuscirò a metterlo in pratica! Ci “vediamo” al tuo prossimo post! Buona giornata 😉

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