Partorire in casa, una scelta moderna e sicura

bitti e leo neonato

Partorire è pericoloso? Chi lo fa è una pazza scriteriata che mette a rischio la vita del proprio figlio? Rimborsare in parte le mamme che preferiscono la propria casa all’ospedale o alla clinica è un errore? Una follia? Dopo aver pubblicato nel precedente post l’autorevole parere di Marta Campiotti, presidente dell’Associazione Nazionale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità (che da 30 anni assiste i parti in casa), oggi ho il piacere di proporvi quello di un’altra illustre esperta del settore, Piera Maghella, Educatrice Perinatale con diploma Active Birth conseguito a Londra e degree universitario in Adult Education, oltre che IBCLC (consulente professionale allattamento), formatrice per i Corsi di Accompagnamento alla Nascita e per questi Consulente ISS, esperta in lavoro corporeo e tecniche di visualizzazione. Mamma di 4 figli nati in casa di cui due in UK e 2 in Italia, nel 1985 ha fondato il MIPA, Movimento Internazionale per il Parto Attivo, che opera a livello nazionale e internazionale nel campo della nascita. Piera Maghella ha collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, collabora con Istituto Superiore di Sanità, è giornalista ed è autrice di diversi libri sui temi legati alla preparazione al parto.

E’ anche grazie a lei (e in particolare al suo libro Stretching in gravidanza, che è stato di grande ispirazione e mi ha aiutato molto a prepararmi, non solo a livello fisico, nei 9 mesi) che ho deciso di far nascere i miei due figli nella mia camera da letto. Ho avuto l’onore di raccogliere la sua testimonianza nel mio libro “Il parto in casa” (leggi qui la recensione su ANSA.it). Naturalmente l’ho interpellata a proposito di questa “guerra” scoppiata dopo la decisione del governatore del Lazio Nicola Zingaretti di prevedere un rimborso di 800 euro per il parto domiciliare. Piera è impegnata in un corso a Montegrotto Terme con Susanne Houd, ostetrica danese e psicoterapeuta che ha una lunga esperienza di assistenza nei parti in casa ed insieme hanno risposto agli articoli che stanno uscendo in questi giorni.

“Accogliamo come segno di grande civiltà la decisione delle Regione Lazio per il rimborso delle spese per l’assistenza al parto in casa”, commentano Piera Maghella e Susanne Houd, secondo le quali questa modalità di parto “favorisce un parto normale e indisturbato, senza portare una maggiore mortalità o morbilità”. Sottolineano: “Un’indagine olandese (1) che ha incluso 529.688 donne a basso rischio che hanno partorito in ospedale o a casa (parto in casa programmato ed assistito) ha chiaramente dimostrato che il parto a domicilio è una scelta realistica e sicura per una coppia che desidera un parto e una nascita indisturbati. Lo studio dimostra che un parto a casa non aumenta il rischio di mortalità e di grave morbilità perinatale tra le donne a basso rischio, a condizione che sia programmato, con un organizzazione che facilita questa scelta attraverso la disponibilità di ostetriche formate e motivate e con un buon sistema di trasporto e di trasferimento”.

Maghella e Houd affrontano poi l’annosa questione “ambulanza sotto casa“: “C’è un mito che riguarda il trasporto olandese o nei Paesi Nordici nei parti in casa: molti pensano che il sistema garantisca la sosta di un’ambulanza davanti alla casa della donna! Ovviamente questo non è reale. E ci pare curioso che persino il Presidente della SIGO dr. Scollo sia caduto nella trappola del mito! Il buon sistema di trasferimento si riferisce al fatto che in caso di bisogno venga chiamata un’ambulanza (che è in ospedale), che l’ostetrica segua la donna in ospedale. Generalmente il tempo per raggiungere l’ospedale varia da 30 a 45 minuti”.

Citano quindi un’indagine danese (2) che “ha riportato gli stessi risultati, ma ha anche dimostrato che se una donna a basso rischio partorisce in ospedale per la prima volta, ha il doppio di probabilità di avere un travaglio accelerato; e se una donna è pluripara questo rischio sale di 5 volte. Anche le altre procedure mostrano la stessa tendenza. Ci sono state più lacerazioni gravi in ospedale che a casa”. E ancora: “Uno studio olandese (3) molto recente (2013) che ha incluso nella ricerca 146.752 donne a basso rischio, ha comparato i parti programmati a casa con i parti programmati in ospedale. Il risultato è che i parti programmati in casa hanno una minore morbilità materna, un minor numero di emorragia post partum e un minor ricorso alla rimozione manuale della placenta”.

 1. Jonge, A de et al. 2009. Perinatal mortality and morbidity in a nationwide cohort of 529 688 low. Risk planned home and hospital births. BJOC 2009.

2. Vestsjællands Hjemmefødselsordning, statistic 1991-2010. Homepage for Vestsjællands Homebirthpractice, www.hjemmefoedsel.dk.

3. Jonge, A. et al. 2013. Severe adverse maternal outcomes among low risk women with planned home versus hospital births in the Netherlands: nationwide cohort study. BMJ 2013;346:13263

 

PARTO PROGRAMMATO IN CASA

Definizione

Il parto programmato in casa è associato a meno interventi medici come l’epidurale, episiotomia, parti operativi. Inoltre le donne sono meno soggette a lacerazioni, emorragie e infezioni. Per quanto riguarda il neonato, un parto in casa programmato presenta meno frequente prematurità, basso peso alla nascita e minor necessità di ventilazione neonatale assistita.

Gli studi hanno rivelato che la mortalità perinatale e neonatale si equivale sia nei parti in ospedale che nei parti in casa quando questi ultimi sono programmati ed assistiti da un’ostetrica.

Evidenze

In un parto programmato a casa la gravidanza deve essere fisiologica e il parto assistito da una ostetrica.
Servizi appropriati per la nascita a domicilio dovrebbero essere organizzati in tutti i paesi. Le donne con gravidanze a basso rischio devono ricevere le informazioni affinché siano in grado di fare una scelta informata sul luogo del parto.

Riferimenti scientifici

Joseph R. Wax, MD; F. Lee Lucas, PhD; Maryanne Lamont, MLS; Michael G. Pinette, MD; Angelina Cartin; Jacquelyn Blackstone, DO
September 2010, American Journal of Obstetrics & Gynaecology

Planned hospital birth versus planned home birth The Cochrane Library Published Online: 12 SEP 2012

 

(nella foto, io e mio figlio Leonardo pochi attimi dopo la sua nascita, in casa, in acqua, love&peace)

 

 

 


 

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