Multe & altri disastri

Il vigile_sordi

Spendere quasi 500 euro in multe è già qualcosa di allucinante. Se poi per pagarle sei costretto a una corsa a ostacoli tra disservizi, lentezze e rotture di scatole, la cosa diventa davvero insostenibile. Ma tant’è. Ormai ci siamo abituati a essere spremuti come limoni, a pagare-pagare-pagare in continuazione, per poi uscire di casa e trovare il marciapiedi addobbato da simpatici quanto maleodoranti tappeti di cartacce e cacche di cani. Per non parlare del mio ex stipendio dell’Ansa: ogni mese nel leggere il totale, cercavo accuratamente di non far cadere l’occhio sul lordo, per evitare il coccolone. E vabbè…

Tornando a ieri mattina (sì, sono ancora in pieno periodo post-traumatico), dopo aver per giorni cercato di non incazzarmi troppo per le prime tre multe recapitatemi dal portiere (di 93 euro cadauna) una decina di giorni fa, ho dovuto gestire qualcosa di ancor più grave: sempre dalle sante manine del suddetto portiere, ricevo tre-avvisi-tre, che mi segnalano la notifica di altre tre multe. Solo che oltre al fatto di doverle pagare, mi viene comunicato che devo anche andarmele a prendere al comando dei Vigili Urbani della mia zona. Boh? Io dico: se ho il portiere e se sto praticamente tutto il giorno a casa, per quale oscura ragione non sono riusciti a recapitarmi queste altre tre multe? Si vergognavano? Si sono sentiti talmente dei vermi da non aver avuto il coraggio di recapitarmele tutte e sei a casa? Ok. Manteniamo la calma. A parte che … volete sapere perché sono stata ripetutamente multata? Sempre per la stessa ragione: HO VIOLATO I VARCHI DEL CENTRO STORICO. La spiegazione è molto semplice; dopo 21 anni in cui ho sempre avuto il permesso tramite l’Ansa (che pagavo per intero come tutti, ma essendo dipendente dell’agenzia che ha sede dietro Fontana di Trevi me ne veniva rimborsata la metà), automaticamente anche dopo essermi dimessa ho continuato in automatico a fare gli stessi percorsi per entrare in centro, dimenticandomi completamente che il permesso scadeva a febbraio. Di conseguenza, ecco la tramvata: 6 multe, tutte a marzo, tutte per lo stesso motivo (anche due nello stesso giorno).

Ma questo evento increscioso, odioso, insopportabile, direi schifoso, è passato in secondo piano. Impossibile, direte voi. Nient’affatto. E vi spiego il perché. Ecco in breve la cronaca della mattinata-incubo:

– prima di tutto vado sul sito dell’Atac per vedere dove cavolo devo andare a ritirare i verbali. Ovviamente lascio la macchina a casa. Ci vado in bici, è più prudente….(ah… tra l’altro la mia è una simpatica bici Girandengo, non è figa, ma l’ho avuta con i punti della carta Visa… a caval donato non si guarda in bocca).

– i Vigili non sono poi così lontani (distano solo 2 km da casa), in un’ amena viuzza campestre….L’edificio è un po’ délabré, ma il tizio allo sportello è gentile. Ha come tracce di un cronico senso di colpa negli occhi. E poi sono felice: sono riuscita a raggiungere il Comando senza essere travolta dalle macchine! (chi va in bici a Roma sa di cosa sto parlando).

– Ritiro i verbali. “Grazie, arrivederci”, dico, pentendomene subito dopo (“ARRIVEDERCI?” MA DE CHE???? SPERO DI NON RIVEDERVI MAI PIU’!!!!).

– Slego la bici ma subito dopo torno indietro dal simpatico tizio allo sportello per chiedere se quelle ritirate oggi sono multe che posso pagare dal tabaccaio in forma ridotta, oppure se già è scattato l’importo superiore. “Sì, le può pagare con il 30% in meno, qui vicino c’è un bar ricevitoria del Lotto“. Wow! Bella notizia!

– Mi faccio questi 500 metri in salita sotto il sole, in bici naturalmente, e arrivo al bar. Metto la catena (non si sa mai, ti immagini se me la rubano?) ed entro. “No signora, mi dispiace, la macchinetta è rotta”. Occhi al cielo. Riesco, rislego la bici e riparto.

– Dopo 700 metri incrocio un altro bar con la scritta  “Lotto”. Riscendo, rimetto la catena, entro. “Posso pagare qui le multe? . “Sì”. Sospiro di sollievo. Il tabaccaio ha già in mano le mie multe, io tiro fuori il bancomat con un sorriso di soddisfazione, ma lui mi guarda e tuona “No signora, le multe si pagano solo in contanti”. “Cosa???? Nooooo!!!!!”, dico quasi urlando. I freni inibitori stanno per abbandonarmi. “Mi dispiace, fra un mese ci danno una macchinetta per pagare anche con il bancomat”. “Fra un mese sarà tardi, grazie”, dico uscendo, nera come la pece.

– Ad un ignaro passante chiedo dove si trova il bancomat più vicino. “Un po’ più avanti”, mi risponde. A piedi (slegare e rilegare la bici? non se ne parla, ormai s’è fatta ‘na certa, ci sono 35 gradi) raggiungo la banca (Unicredit). Ci sono tre persone in fila. “Questa è la fila per il bancomat?”, chiedo. “‘Sì, guardi, qui è sempre così”, mi fa un signore un po’ scocciato. “E’ il bancomat più lento di Roma: ti chiede cosa vuoi, poi dopo 10 minuti ti chiede quanto vuoi, poi dopo altri 10 minuti ti chiede il codice, poi con molta calma ti dà i soldi, poi con altrettanta calma ti chiede se vuoi la ricevuta, e quando stai pensando che è finita, ti ringrazia. Solo che i ringraziamenti durano altri 10 minuti e chi viene dopo non può fare nulla fino a ringraziamenti conclusi”. Andiamo bene! La signora che nel frattempo era stata sottoposta a cotanta procedura, se ne sta finalmente andando. Il gentile signore che mi ha appena dato le spiegazioni del caso si avvicina con la sua card. La infila. Niente. “Ecco,vede?”, mi fa. Dopo 2 lunghissimi minuti comincia a pigiare il tasto “procedi”. Niente. Poi il tasto “annulla”. Niente. Poi tutti i tasti insieme. Temo il peggio. Ci guardiamo allibiti. Appare una scritta che sembra una minaccia: “servizio bloccato”. Evvai!!!!!

Comincio a pensare che farei prima a fare una rapina.

– Gli altri superstiti se ne vanno. Ma io non posso: devo pagare le multe entro 24 ore, altrimenti mi costano il 30% in più. Considerato che sono tre, posso risparmiare circa 90 euro!!!! Mi incammino di nuovo lungo il marciapiede. Chiedo a un altro passante dove sta il bancomat più vicino. “Tra 50 metri ce n’è uno”, mi risponde una ragazza. Vado. A pochi metri dal traguardo, vedo una fila interminabile di persone. “Ma questa è la fila per il bancomat?”, chiedo tremando. “Sì”, è la crudele risposta. “Su quattro banche, oggi solo questa ha il bancomat che funziona”, si affretta a spiegarmi una signora. Detesto la mia macchina e i varchi con tutta me stessa.

– Mi metto pazientemente in fila. Fa caldo. Dopo un po’ arriva una vecchia signora che fa parecchia fatica a camminare. Ha accanto una badante che l’aiuta a salire un gradino e che ci chiede “Chi è l’ultimo?”. Ci sono cinque persone prima di loro. Due prima di me. Quando arriva il turno del tizio che mi precede, la badante formula la seguente domanda: “Può farci passare prima per favore?”. Il deficiente risponde con uno stanco  “Per me va bene”. Poi si volta verso di me come per dire “anche per lei vero?”. Io non posso far altro che annuire, senza però fare a meno di storcere visibilmente la bocca in una smorfia a metà tra il dolore e lo schifo. La vecchia impiega tre quarti d’ora per fare due metri e una mezz’oretta per posizionarsi davanti al bancomat. Altri due giorni per premere i 10 tasti necessari a far uscire le benedette banconote. Finalmente con le poche forze rimaste impugna il bastone e, sempre assistita dalla badante, se ne va. Nel frattempo la fila si è pericolosamente allungata. Siamo a circa 12/14 persone. Mi chiedo se sia tutto vero o se sia un incubo. No, non può essere, tra pochissimo mi sveglierò nel mio letto con le multe pagate, pronta a dedicarmi a cose più serie e/o piacevoli.

– Sto per arrivare al mio obiettivo. Ho solo una persona davanti a me (il deficiente). Mentre sto per tirare fuori il mio bancomat (cosi’ non perdo neanche un secondo, penso), mi arriva una telefonata. Cazzarola. Ma proprio ora? Cerco il cellulare, alla fine lo trovo e rispondo. Non posso riattaccare perché è una cosa importante, riguarda il mio sito (non entro nei dettagli…. ma è una questione di spam….). Digito il codice sulla tastiera del tanto agognato bancomat, continuando a parlare e sperando di non sbagliare: arrivata a quel punto non me lo posso permettere. Tutto ok, i soldini escono ubbidienti e così libero la postazione. Ci avrò messo sì  e no 15 secondi. Ma la telefonata non è ancora finita per cui non ho abbastanza mani per infilare i soldi e il bancomat nel portafoglio. Cammino stringendomi forte al petto le banconote: hai visto mai una folata di vento….

– Raggiungo il bar. Una signora sta comprando 20/30 biglietti dell’autobus, 5/6 pacchetti di sigarette, chili di mentine e 300 francobolli. Penso: “qualcos’altro?”. Finalmente se ne va e posso consegnare le mie multe e i soldi cash. Il totale è terrificante. Ma mi sembra ancora più alto di quanto avevo calcolato. Chiedo spiegazioni. “Su ogni multa c’è una commissione di 2 euro, signora. Anche se fosse andata alla posta avrebbe speso di più perché le fanno pagare il bollettino”. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, e certo…. come non averci pensato.

Esco sollevata. Alla fine ci sono riuscita: ho fatto il mio dovere. Mi sento una cittadina modello.

Riprendo la bici. E vado alla posta. Le prime tre multe sono troppo ‘vecchie’ per essere pagate a tariffa ridotta, la cifra è troppo alta per essere pagata con un prelievo bancomat e tra l’altro ho lasciato a casa i moduli per pagarle dal tabaccaio. Risultato: le Poste!

Arrivo all’ufficio postale dietro casa. Prendo il numeretto. 117. Sul tabellone c’è scritto 84. Ahhhhhhh! Sarà una lunga attesa. Riesco a trovare un posto per sedermi. Sono esausta. Accanto a me un signore deve aver accuratamente evitato di lavarsi da giorni. Faccio la vaga. Tiro fuori il cellulare, i social sono perfetti in questi casi: il tempo passa e non te ne accorgi. Dopo mezz’ora, decido di mettere da parte lo smartphone e di socializzare live. Un vecchietto alla mia sinistra sembra piuttosto simpatico. “Certo che solo 2 sportelli aperti, eh…”, dico. “Eh sì, ormai qui è sempre così…”, risponde. “Lei che numero ha?, chiedo. “Il 95”, mi dice. Ma subito dopo aggiunge: “Ah! Guardi, prenda questo! Me l’ha lasciato prima una signora che se ne è dovuta andare”. “Grazie mille!”, rispondo con un sorriso e leggo: 111. Ho guadagnato ben 6 posizioni! Sono davvero fortunata!

– Pago le multe. Finalmente sono a posto.

Domani metto in vendita la macchina.

 

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3 risposte a “Multe & altri disastri”

  1. Patrizia

    ..survivor! Capitano anche a me queste giornate! E la sera mi sento così… sopravvissuta ad una violenza sia fisica che mentale! Brava Elisabetta!! Abbiamo fatto il corso pre-parto con Valeria… 17 anni fa… 😉

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  2. Mago Tegolino

    ahahahahahahahahah le comiche cara Elisabetta, e nun ce credo, le hai trovate tutte te!, se vuoi cara Elisabetta, mi presto a venir in macchina con te, io sono disabile (quello originale) non i farlocchi fiji de na… ecc ecc con me li varchi e li divieti nun ce stanno! se vuoi mi posso offrir volontario! Buona serata cara Elisabetta! un abbraccio!

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  3. Mariadora

    Mi sono stancata solo a leggere tutta sta giornata assurda… immagino viverla e col caldo!!!
    Anch’io sono reduce dal pagamento di 1 multa per eccesso di velocità (più fortunata di te a livello economico ma m’hanno pure tolto 3 punti sulla patente!), quelle per lo ZTL ci sono già passata un po’ di anni fa e non mi fregano più!!!
    E’ stata una peripezia pure per me comunque perché, come te, spavaldamente ero entrata in una ricevitoria lotto pensando di poter pagare con il bancomat, invece, manco per il cacchio! Visto che la mia multa non mi dava la possibilità di poter pagare con la riduzione del 30%(non capisco perché alcune sì e altre no!), presa da mille altre cose da fare, quel giorno ho desistito. Dopo qualche giorno, avendo un po’ più di tempo, ho pensato bene di andare alla Posta ma non mi ritrovavo più la multa. Ho messo sottosopra casa nella speranza di trovarla, niente. La multa era sparita! “E ora che faccio?” Dopo un attimo di vuoto, mi è venuto in mente di chiamare lo 060606 per chiedere come potessi fare ad avere un duplicato della multa. Mi hanno gentilmente consigliato di iscrivermi al portale del Comune di Roma dove, dopo 24 ore, puoi accedere a diversi servizi riservati al cittadino tra cui vedere le contravvenzioni a tuo nome che puoi pagare comodamente online. Ovviamente ci sono le commissione ma ormai te le fanno pagare tutti, tanto vale non farsi la fila alla Posta… che mi sono fatta lo stesso perché dovevo inviare una raccomandata al comando dei Vigili Urbani per comunicare a chi togliere i punti!!!
    Vabbé, tutta sta filippica per dirti che, nonostante tutto, l’unica cosa utile è stata iscrivermi al portale del Comune di Roma. Non appena avrò tempo spulcerò meglio per capire quali altri “vantaggi” dà questo servizio.
    Buona giornata… rigorosamente senza macchina 😀

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