Dal Walkman a Spotify, più quantità meno qualità?

La musica è ormai dappertutto. Chiunque ne usufruisce, rispetto a 30/40 anni fa circola molta più musica di un tempo. Tv, radio, ipod, mp3, cd, Youtube, Vimeo, Tidal, Deezer, e chi più ne ha più ne metta. Ricordo la mia adolescenza fatta di lunghi pomeriggi e infinite serate chiusa in cameretta con i miei vinili. Ricordo Goodbye Yellow Brick Road di Elton John, Harvest di Neil Young, Mud Slide Slim and The Blue Horizon di James Taylor, Prisoner in Disguise di Linda Ronstadt, Tapestry di Carole King. Sempre gli stessi, ascoltati e riascoltati fino alla nausea. Ma ogni brano, anche se ripetuto all’infinito, mi rapiva anima e corpo. Il problema però era che appena varcata la porta della mia cameretta, a meno che non avessi registrato i miei pezzi preferiti su una musicassetta (oddio mi sembra di avere 80 anni….),  non avevo più accesso a quell’universo perfetto fatto di semplici note. Chiusa la porta di casa, era il silenzio.

Ho dovuto aspettare di avere quasi 20 anni per poter ascoltare la mia musica con le cuffiette e il mitico Walkman. walkman

Ma forse alla quantità non corrisponde più la qualità. Oggi ho riascoltato (su Spotify, grazie di esistere!) un brano di Joni Mitchell, mito assoluto e artista che ha ispirato intere generazioni: Edith and the Kingpin, in una versione live da brividi. E ho pensato: insuperabile potenza espressiva e classe, sono davvero pochi gli artisti che oggi suscitano – almeno in me – tanta ammirazione e così intense emozioni.

Ah, prima di chiudere questo “post-nostalgia”, approfitto per fare gli auguri a Neil Young, uno dei miei artisti preferiti in assoluto, che oggi ha compiuto 70 anni.

In questo video il grandissimo songwriter canadese canta Comes a Time accompagnato sul palco da Nicolette Larson, un’altra artista che ho amato molto durante la mia adolescenza, nota soprattutto per la cover di un brano dello stesso Young, Lotta Love, che purtroppo ci ha lasciati nel 1997.

Happy B’Day Neil!

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