Colloqui scolastici sì, ma via Skype (contro le mamme moleste)

school2I colloqui con i professori sono una delle cose che odio di più nella vita. Non tanto per i professori, poveracci … Proprio giovedì scorso il Corriere della Sera in prima pagina denunciava il malessere della categoria descrivendo quanto gli insegnanti siano maltrattati, sottopagati e anche poco considerati dai genitori. E poi in fondo, la “tortura” del colloquio dura poco, al massimo dieci minuti. Dieci minuti durante i quali però sei costretta a dare ragione al docente anche se è un cretino e devi per forza di cose ammettere le gravi mancanze della tua stessa prole (che se lo facesse qualcun altro, se solo si permettesse di muovere una benché minima critica, gli salteresti alla giugulare. Ma stai buona perché temi irrecuperabili ritorsioni. Quindi sorridi forzatamente cercando di nascondere le narici fumanti per la rabbia). E comunque alla fine fanno quello che possono, tenuto conto anche del grado di paraculaggine degli studenti, teenagers soprattutto (io ne so qualcosa, ne ho 2!)

Il vero problema sono GLI ALTRI GENITORI. Non so se lo avete notato (o forse capita solo a me, ma da anni… quindi credo che un qualche fondamento l’affermazione che state per leggere ce l’abbia), ma non solo i docenti sono per il 90% di sesso femminile, ma anche i genitori sono rappresentati per la maggior parte da mamme (ma non lavorano anche loro? Boh…). Ciò comporta ovviamente un tasso di psicolabilità altissimo, alti e bassi emotivi da montagne russe e sfide di sguardi che in confronto un faccia a faccia Berlusconi-Grillo sembra una passeggiata di salute.

Dopo 16 anni di frequentazioni scolastiche varie, sono arrivata ad elaborare una classifica di varie tipologie di “mamme a colloquio”:

–      Le frustrate: sono quelle che manco le conosci, ma non passano più di 12 secondi che attaccano, senza un perché, a raccontare tutti i dettagli della loro perfetta gestione del pargolo/a, sfinendoti con elenchi di attività ludiche, e non, che sono riuscite a organizzare: dalle ripetizioni di latino e greco al corso di cinese e scrittura creativa, passando per rugby, tai chi e canottaggio. Della serie: “sono brava, ma non vedi quanto sono brava? Mi merito la medaglietta, tu no”.

–      Le false socievoli: sono quelle che fanno finta di essere gentili e accomodanti, ma poi con passo felpato ti fregano il posto e ti scavalcano, per cui tu che stai lì in piedi da un’ora e mezzo nonostante la scoliosi mal curata e aver ahimé superato da tempo gli ‘anta’, puoi solo metterti l’anima in pace e  fantozzianamente rassegnarti a subire il piccolo sopruso.

–      Le malelingue: l’unico motivo per cui sono lì è sparlare di tal o tal’altra prof. Solo che quando arriva il loro turno, entrano nell’aula del colloquio e alla stessa prof che fino a  due secondi prima era stato oggetto di disprezzo e maldicenza, elargiscono sorrisi a 62 denti e non sanno fare altro che annuire.

–      Le insopportabili: sono quelle che non sanno stare zitte. Arrivano e attaccano subito il bottone a qualcuno. Senza neanche rendertene conto ti ritrovi travolta da un fiume di parole, coinvolta in argomenti di cui non te ne potrebbe fregar di meno e l’ unica cosa cui pensi è “ma perche’????? Cosa ho fatto di male nella vita?

–      Le competitive: la loro principale attività è sfoggiare – ma facendo finta che non gliene importa un fico secco –  i risultati scolastici dei figli, della serie “eh sì, il mio Andrea ha 8 in matematica e 9 in fisica; in latino e greco è un po’ debole, ha solo 7, credo che gli faremo fare ripetizioni….”. Matteprego!!!!!!!!!

Mi chiedo: perché non lanciamo i colloqui con i prof. via Skype? Che male ci sarebbe? Sai quanto tempo risparmiato? E quanto traffico e smog in meno, dai! Lanciamo i  “colloqui ecologici”!  E poi quanto assenteismo in meno! In linea con la spending review! Eddaje!!! Se è troppo complicato, almeno mettiamo nei corridoi delle scuole banchetti di cioccolatini, torroncini, lecca lecca e bibite alla camomilla per addolcire e calmare le mamme-belve in attesa!

Mi (ri)chiedo: e poi perché bisogna subire questa tortura, questa convivenza forzata nei corridoi, questo inutile chiacchiericcio tra mamme che si detestano ma che fanno finta di avere tante cose in comune , mentre se potessero ti investirebbero sulle strisce pedonali?

Ricordo quando i miei due figli erano piccoli: odiavo portarli al parco e assistere a conversazioni del tipo “ma quante volte fa la cacca il tuo? Il mio fa 4 ruttini dopo ogni pasto e il tuo? Ma ha aria nella pancia? Quanta? A che ora gli viene? E le puzze? Quante ne fa alla settimana?. Bastaaaaaaaa . Non se ne può più!!!!!!! E la competizione? Vogliamo parlarne? Chi era la più in forma dopo il parto, chi aveva la carrozzina più figa, l’asilo nido più bello, il capello più a posto…. “Sai, la mia Alessia fa un corso di acquaticità, il baby massaggio e le do solo pappine biologiche”. E magari aveva solo tre mesi di vita. Roba da incubo. Poveri ragazzini…

Vabbè dai, è arrivato il mio turno. La Prof. mi aspetta….

Alla prossima!

Elisabetta

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3 risposte a “Colloqui scolastici sì, ma via Skype (contro le mamme moleste)”

  1. Giovanni

    Verissimo! L’ho sempre pensato anche io. Il problema della scuola italiano è che è in mano a sole donne, professoresse e soprattutto madri. La mia idea è che le madri andrebbero soppresse da piccole

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  2. Elisabetta

    Ahahahah, anche i padri se e’ per quello!
    Grazie Giovanni, torna a trovarmi!
    🙂

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