Bere latte: sì o no?

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Sicuramente vi sarete accorti che ultimamente il mondo alimentare si divide in Onnivori, Vegetariani, Vegani, Macrobiotici, Crudisti, Fruttariani, Pescetariani (si, si , esiste anche “pescetariani”!!) e chi più ne ha più ne metta. Queste classificazioni racchiudono nei loro termini delle scelte piuttosto precise, interessanti senza dubbio, qualche volta direi un po’ estreme.

I Vegetariani sono quelli che non mangiano carne e pesce, ma si nutrono di formaggi e uova oltre chiaramente ai vegetali. I Vegani sono invece quelli che escludono dalla loro dieta qualsiasi alimento di origine animale, quindi neanche latte, latticini, uova o miele. I Macrobiotici sono i più filosofici e sono quelli che fondano l’alimentazione su cibi che abbiano un equilibrio fra yin e yan, quindi un’alimentazione anche fatta di accostamenti, con ragionamenti su fermentazioni, tempi e modi (è difficilissima!!). I Crudisti, di solito vegetariani o vegani, mangiano TUTTO CRUDO (provate per un attimo  a fare mentalmente a meno di ogni pentola, forno o fornello! Aiuto! Ma la pasta si sgranocchierà come le patatine fritte??). I Fruttariani si nutrono solo di frutta, i Pescetariani sono di solito Vegani che mangiano però anche il pesce.

Per quanto riguarda me, dopo essere stata onnivora per tutta la vita (onnivora e direi mangiona, perché sono sempre stata una che ama stare a tavola e gustare il buon cibo), da un paio d’anni, passo dopo passo, ho escluso dapprima il latte  e i latticini e poi la carne. Vegana quindi? No, perché mangio ancora le uova, purché siano biologiche e il pesce rigorosamente pescato e locale. Pescetariana quindi? Forse, ma in realtà, cosa importa? Le definizioni lasciano il tempo che trovano, le scelte che facciamo invece sono interessanti e vale la pena parlarne. Ho escluso il latte dalla mia dieta perché dopo il secondo parto ha iniziato a darmi fastidio, mi fa venire l’orticaria anche in piccole quantità, ma comunque già da tempo stavo meditandone l’abbandono. Informandomi avevo chiarito nella mia testa il concetto che il latte di mucca non è un alimento adatto agli esseri umani.

L’ho capito anche grazie all’allattamento prolungato delle mie due figlie: per gli umani è previsto il latte umano, il latte vaccino è per il vitelli. Così come per i gatti è giusto il latte di gatta e  così via. Siamo l’unica specie di essere viventi che si nutre del latte di un’altra specie. Non è molto logico a pensarci bene, no? Il fatto che sempre più persone manifestino intolleranza a questo alimento appare ai miei occhi come una conferma di questo “errore”. Ci sono studi che affermano anche che, sebbene sia generalmente ben tollerato nei bambini fino ai nove anni, dopo questa età sia un alimento inutile e dannoso e quindi da evitare. La questione che faccia bene alle ossa per via del calcio ormai è completamente superata, infatti sebbene ne sia ricco, è altrettanto ricco anche di proteine acide che per essere smaltite consumano il calcio stesso, quindi è un calcio non assimilabile.  Di sicuro il latte non è un alimento sano anche perché non si tratta più di una sostanza genuina come poteva essere ai tempi dei nostri nonni o bis nonni. La richiesta è cresciuta in maniera esponenziale soprattutto in occidente dove gli allevamenti sono intensivi.

Non sono un’animalista, non posso definirmi tale, ma nessuno di noi, che ci teniamo a definirci persone civili, può rimanere indifferente difronte a dei veri maltrattamenti e all’impatto ambientale che ne consegue: META’ DELLE TERRE FERTILI DEL PIANETA è impiegata per la coltivazione di cereali destinati alla produzione di alimenti per gli allevamenti di animali da carne o da latte.  Disboscamento, impiego d’acqua e un totale sbilanciamento in termini di distribuzione delle risorse alimentari del Pianeta ne sono l’effetto. Non posso evitare di farmi delle domande. Le mie figlie? Loro un po’ di latte lo bevono. Non molto, con i cereali a colazione, alternato ad altri latti. A volte me lo chiedono e io mi fido del loro istinto ancora abbastanza “puro”.

In conclusione potremmo dire che al solito, l’atteggiamento migliore, è quello che prevede il buon senso.  Non sono un medico e nemmeno uno scienziato, non ho la verità a portata di mano, ma propongo spunti su cui, a mio vedere, è obbligatorio riflettere. Io credo che restare indifferenti difronte a questi dati sia oggi impossibile. Si può anche decidere, in coscienza, di continuare a bere latte come se non ci fosse un domani e ammazzarsi di formaggi francesi (buonissimi, lo so) per tutta la vita, ma non senza informazione. La consapevolezza è la risposta.

LO SPUNTO: in cucina, tutte le ricette che prevedono l’impiego di latte vaccino possono essere adattate usando il latte di soia o di riso. Avete mai provato la Besciamella con il latte di soia?
Ecco le dosi:
500 ml di latte di soia, 1 cucchiaio di farina, 1 noce di burro di soia oppure 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale, pepe, noce moscata. E’ ottima. Provate ad usarla ad esempio con dei cardi gratinati al forno o in una succulenta lasagna. Poi fatemi sapere!
Valentina
P.s: Se vi va di approfondire l’argomento potete leggere questo libro:  Il Latte. Un alimento da evitare. Anna Laroche De Rosa. Edizioni Età dell’Acquario.
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4 risposte a “Bere latte: sì o no?”

  1. claudia

    perfettamente ragione, io dono allergica al latte vaccino e da quando non lo bevo piu’ in tutte le sue forme sto decisamente bene!

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  2. Gemma

    Latte e derivati eliminati da ormai quasi un anno e mezzo, stiamo sicuramente tutti meglio, ci concediamo giusto una pizza ogni tanto e senza mozzarella che pizza sarebbe, ma per il resto usiamo le alternative vegetali e la besciamella la faccio con il brodo, vengono delle lasagne buonissime comunque e ne puoi anche mangiare una porzione in più 🙂

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  3. Valentina Stangherlin

    Infatti anche la linea ci guadagna!

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  4. valentina stangherlin

    p.s. Ovviamente la pizza con la mozzarella è un must, come negarlo. Voglio dare però speranza però agli intolleranti come me e dirvi che in commercio ci sono dei formaggi vegetali (di soia o di riso) che quasi quasi non vi faranno sentire la nostalgia della vera mozzarella. C’è anche una pizza surgelata di una nota marca di prodotti vegetariani che sostituisce il formaggio con un preparato vegetale a base di tofu. Insomma, le alternative ci sono e sono validissime ;-)) Buon appetito!!

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