Camille e le altre

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Forti, bellissime, essenziali, strazianti, sconvolgenti, ti prendono l’anima e la lacerano, senza chiedere il permesso. Sono le foto di Camille Lepage, la 26enne fotoreporter francese uccisa in un agguato a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Camille era arrivata da un paio di settimane per seguire gli scontri tra i miliziani cristiani anti-balaka e i gruppi islamici dei Seleka. Vi prego, guardate queste immagini! C’è tutta la disperazione, la desolazione, il dolore di una popolazione ostaggio della guerra. Ma soprattutto la passione di una ragazza molto sensibile ai temi umanitari e che attraverso il suo lavoro ha sempre raccontato le “persone lasciate ai margini, dimenticate dai governi”.

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Queste sono invece le immagini del sito ANSA.it della cerimonia funebre celebrata in una base militare francese a Bangui per omaggiare la giovane reporter assassinata durante un attacco in cui sono morte almeno altre dieci persone

Non dobbiamo dimenticare Camille. Né le altre donne morte per testimoniare gli orrori e le storture della guerra e delle dittature, a partire dalla fotografa tedesca Anja Niedringhaus, uccisa in Afghanistan un mese fa; o Marie Colvin, la giornalista americana del britannico Sunday Times ammazzata in Siria nel 2012; le messicane Anna Maria Marcella Yarce Viveros e Rocio Gonzalez Trapaga, trovate morte a Città del Messico nel 2011; l’ucraina Anna Politkosvskaya e l’irlandese Veronica Guerin e tante altre… fino alle nostre indimenticate Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli. Professioniste appassionate e coraggiose che hanno messo il cuore e l’anima per trovare la verità e raccontarla al mondo. Grazie a tutte loro. 

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